Sapevi che portare più bellezza nella tua vita aumenta le probabilità lavorare meglio e con migliori risultati ?

Immagino che tu sappia che c’è una parte del cervello deputata al piacere e sempre alla ricerca di ricompense, che si tratti di ammirare gli affreschi della Cappella Sistina oppure di interrompere la nostra attività per rispondere alla notifica della posta elettronica o dei social.

E se comunque il cervello cerca il piacere, perchè non essere noi a decidere di nutrirlo con un piacere che sia anche edificante? Perchè non stabilire già in partenza momenti dedicati quotidianamente alla bellezza e al piacere per nutrire il nostro cervello?

L’esperienza della bellezza, intesa come qualcosa che provoca in noi un senso di attrazione, che si tratti di contemplazione estetica, o di lasciarsi trasportare dalla musica, rimanere senza fiato di fronte ad un paesaggio o ad un evento atmosferico portentoso, bellezza morale, quella nei modi, nel linguaggio, nell’animo, suscita un tale piacere ed affezione da generare emozioni positive ed un senso generalizzato di benessere che ci trasporta al di fuori di noi stessi rendendoci parte di qualcosa di più grande e trascendente.

La bellezza è in grado di elevare le nostre emozioni, i nostri pensieri, le intenzioni e le azioni, e per questo diventa una bussola per ricercare e anche creare qualcosa di più grande di noi, oltre il nostro piccolo mondo. Non è esagerato dire che la bellezza porta felicità, dato che cambia il modo di percepire il mondo attorno a noi, influenzando la realtà da questa prospettiva.

Sebbene la nostra cultura di abbia abituati ad agire secondo l’equazione “lavoro duro = successo = felicità”, la maggior parte delle ricerche ha dimostrato che non è così.

Certo, occorrono impegno, focalizzazione, tenacia e costanza, che non vanno però confusi con lo stakanovismo. Essere super impegnati e sfiniti al termine di una giornata non porta necessariamente risultati, anzi, talvolta riempirsi di impegni è addirittura un meccanismo di evitamento di qualcos’altro.

Nel libro “The Happiness Advantage: The Seven Principles of Positive Psychology That Fuel Success and Performance at Work”  (“Il vantaggio della felicità: I sette principi della psicologia positiva che alimentano il successo e le prestazioni sul lavoro”), Shawn Achor, uno dei maggiori esperti mondiali del rapporto tra felicità e successo scrive:

“Innumerevoli studi hanno dimostrato che le persone che provano un costante senso di gratitudine sono più energiche, hanno una intelligenza emotiva più spiccata, e  hanno meno probabilità di diventare depresse o sentirsi sole. La gratitudine si è dimostrata una causa significativa di risultati positivi!”

Se una persona è felice, serena, rilassata, il suo cervello funziona molto meglio di quando si trova sotto pressione, in uno stato negativo e di apatia. Quando sperimentiamo felicità, piacere, benessere, centratura, il livello di energia e di creatività aumentano, portando maggiore qualità e maggiore qualità nel lavoro.

Ecco perché è così importante porre dei limiti al tempo dedicato al lavoro (vincendo il nostro giudice interiore che vorrebbe farci sentire in colpa per non essere alla scrivania 10/12 ore al giorno) e dedicare quotidianamente del tempo a se stessi, alla propria ricarica, ad attività e frequentazioni che portano bellezza nella vita, ad attività edificanti, che danno gioia, chiarezza mentale, serenità, che aprono il cuore e che fanno perdere il senso dello scorrere del tempo.

Il tempo da dedicare a sé stessi è il tempo più importante e prezioso, va pianificato in agenda esattamente come qualsiasi altro impegno. È un momento che ci ricorda quanto siamo importanti. Il tempo che dedichiamo a noi stessi è il tempo del rispetto di noi stessi, quello che ci ricorda di essere la persona più importante della nostra vita e che questo ci consente di dare il meglio di noi al nostro lavoro e alle persone della nostra vita.

Il nostro personale tempo della bellezza deve essere una priorità anche per ricordarci che noi siamo la nostra priorità e che lo siamo per potere dare il meglio di noi al nostro lavoro e alle persone della nostra vita.

Come portare più bellezza nella tua vita?

Ve lo racconto riportando un brano dal bellissimo saggio “La via delle Bellezza” del filosofo Vito Mancuso:

“Privilegiare la via della bellezza. Non scegliere la vita la via più breve, scegliere la via più bella. Partire prima se è il caso, il tempo dedicato alla bellezza è il migliore investimento.

Fare attenzione all’assonanza abito-abitazione-abitudine. Sapere che gli abiti e l’abitazione divengono la propria abitudine. Curare il proprio abbigliamento, non per lo sguardo altrui ma per rispettare il proprio corpo e la propria anima.

Amare la propria abitazione. Qualunque sia e dovunque sia, finché la si abita, amarla. Liberarla dagli oggetti superflui. Arredarla con la luce. Apparecchiare con cura la tavola. Avere spesso dei fiori. Vivere con le piante come compagne di vita. Poche cose, non accumulare: il tanto minaccia la bellezza, il troppo la soffoca. Ricordarsi che la bellezza vive nella misura.

Circondarsi di persone belle, se non si trovano, non temere la solitudine. Poche persone, non accumulare: il tanto minaccia la bellezza, il troppo la soffoca. Ricordarsi che la bellezza umana vive nella misura.

Riguardo alla musica, non volere essere alla moda. Ascoltare la musica più bella, nella quale il ritmo e le parole sono al servizio dell’armonia. Educare il gusto naturale, ma non forzarlo, evolvere, ma non rendersi artificiali. Dedicare alla musica la qualità più alta dell’attenzione.

Riguardo all’arte, non volere essere alla moda. Non mentire dicendo che un’opera piace solo perché tutti ne parlano. Non mentire mai.  Educare il gusto naturale, ma non forzarlo, evolvere, ma non rendersi artificiali. Amare gli antichi, i moderni, i contemporanei: amare tutti gli artisti sinceri e devoti alla bellezza.

In ogni situazione, anche la più noiosa, ricercare la bellezza. Nel traffico, in coda alla cassa, in una sala d’attesa, cercare con gli occhi qualcosa di bello a soffermarvisi.

Custodire la bellezza nel mondo. Pulire, ripulire, ordinare riordinare. Ricordarsi che anche solo una carta buttata per terra diminuisce la bellezza del mondo e sporca la propria interiorità.

Curare la bellezza fisica. Non per lo sguardo altrui, ma per celebrare il proprio esserci linguaggio lo specchio dell’anima contrastare.

Curare il linguaggio ricercare le parole giuste evitare il più possibile parole volgari il linguaggio è lo specchio dell’anima.

Contrastare la bruttezza ma non farsene ferire: il sentimento non diventi mai risentimento, Accogliere anche le cose brutte nel mondo, disporre accanto alle proprie cose brutte impegnarsi a tradurre anche in estetica il comandamento di amare i nemici.

 Favorire quanto più possibile l’armonia che è il sigillo della bellezza.

Amare la Natura, ricercarla immancabilmente. Ricordarsi che la natura e l’origine della bellezza.

Riconoscere la vera bellezza nel fatto che rende più autentici e più naturali.

Ricordarsi sempre che la via della bellezza è la via della salvezza”

E tu, quanta bellezza metti nelle tue giornate?

Cosa cambierebbe se fosse di più?

Si tratta solo di organizzarti!

Angela Santi – Business&Lifestyle Coach di estrazione umanistica e con un background imprenditoriale e manageriale. Con i miei percorsi on line, aiuto leader ribelli e ambiziosi/e a in tutto il mondo a coniugare successo e qualità della vita

 

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