Chi desidera intraprendere un percorso di coaching-mentoring ha una scelta vastissima di professionisti ai quali potersi rivolgere. È importante che ognuno trovi quello più adatto, non solo in termini di credenziali (ci sono tanti coach improvvisati) ma anche in termini specializzazione (es.: business, life, skill, career, skill, executive, corporate, etc….) e di chimica personale.

Ma come scegliere il coach o il mentore più adatto?

In questo articolo ti porto a scoprire cosa c’è dietro il lavoro dei coach e mentori professionisti, in modo da aiutarti a valutarli in sette passi:

1 – Le domande da porti

Prima di fare qualsiasi ricerca, ti consiglio di chiarirti bene le idee riguardo a cosa vuoi e perché. È importante che tu sia in grado di rispondere in maniera decisa alle domande che seguono:

  • Quali risultati o miglioramenti sto cercando esattamente?
  • Perché è importante per me raggiungere questi risultati?
  • Cosa ho da perdere se non li raggiungo?
  • Sono consapevole che se voglio ottenere dei risultati, un coach o mentore mi può solo rendere il lavoro più semplice, ma che spetta a me impegnarmi in tutto e per tutto?
  • Sono realmente disposto ad investire tempo, denaro, energia e fare tutto quello che è richiesto per raggiungere quei risultati?
  • Come gestirò il mio tempo e le mie energie per mettere in pratica i nuovi comportamenti che identifico attraverso il coaching o il mentoring?

Se hai vacillato nel rispondere, probabilmente non è ancora il momento di impegnarti in un programma di coaching.

Se invece le tue risposte sono state sicure, continua a leggere.

2 – Esperienza, credibilità, chimica

Quando contatterai un coach o mentore, preparati a sentirti proporre una chiacchierata in cui si stabilisce se c’è la chimica giusta per potere ipotizzare un percorso. Durante questa sessione, ti verranno fatte delle domande in modo da avere le informazioni necessarie per strutturare un eventuale percorso. È anche l’occasione in cui tu puoi fare domande sul percorso professionale che ha effettuato, su eventuali corsi di aggiornamento, sulle qualifiche e su tutto quanto è rilevante rispetto i tuoi obiettivi. Ricordati che un coach dovrebbe avere quella certa “seniority” professionale e di vita vissuta che gli consente di capire al volo come indirizzarti al meglio, proprio perché ha tanta esperienza sulle spalle.

3 – Struttura e durata del programma

C’è una grande flessibilità nella progettazione di un programma di coaching o mentoring: idealmente un programma dovrebbe essere creato per soddisfare le tue esigenze in termini di struttura, contenuti e durata complessiva. Proprio per questo non ci sono durate standard, ma una durata che dipende dal risultato che vuoi raggiungere, da dove ti trovi adesso. Un programma efficace di coaching o mentoring potrebbe durare da poche settimane a qualche anno.

4 – Modalità operative

Solitamente, esistono quattro modalità per effettuare un programma di coaching e mentoring: di persona, e-mail, telefono o videoconferenza, che possono essere utilizzate anche in combinazione. I programmi a distanza sono generalmente meno costosi di quelli di persona (soprattutto se è richiesto lo spostamento del professionista presso la sede del cliente). Non c’è una metodologia migliore dell’altra: ognuna presenta vantaggi e svantaggi ed è importante che ognuno trovi la metodologia con la quale si sente più a proprio agio e che è più in linea con il proprio stile di apprendimento.

5 – Contratto

Un accordo scritto o un “contratto” è indice di professionalità ed è molto importante in quanto stabilisce per iscritto quali servizi hai accettato, i termini di fruizione del servizio, cosa aspettarti, i costi associati e i termini di pagamento e quali risultati e risultati finali ci si può aspettare. Il contratto deve includere anche la possibilità di recesso da parte di entrambe le parti e le relative clausole di risoluzione.

6 – Tariffe

Il coaching professionale e mentoring, è il servizio professionale e ha tariffe di mercato come qualsiasi altra professione. Un professionista serio dovrebbe inviarti un preventivo dell’investimento economico, contenente anche una descrizione del programma, di cosa aspettarti e dei risultati potenzialmente ottenibili.

Un punto importante di attenzione: quando acquisti un programma di coaching non acquisti del tempo, ma quell’esperienza, quella professionalità quegli anni di studio, aggiornamento continuo che ti aiutano ad ottenere il risultato che ti prefiggi di ottenere.

Se ciò che vuoi ottenere è importante per te ma il tuo budget o il tempo disponibile sono limitati, piuttosto che rinunciare, ti consiglio di prendere in considerazione la possibilità di suddividere i tuoi obiettivi in obiettivi più piccoli o passi che puoi affrontare poco alla volta.

7 – Testimonianze e referenze

Parlare con i clienti precedenti di un coach o mentore è probabilmente il modo migliore per scoprire i vantaggi del coaching e del mentoring e se lo stile e le competenze del professionista specifico sono adatti a te. Quindi, una volta che hai individuato il professionista che ti interessa, vale la pena chiedergli se qualche cliente passato è disponibile a fare due chiacchiere con te per condividere la sua esperienza.  Molti coach e mentori felici di chiedere ai clienti di condividere con te i loro successi.

Chissà se ora ti chiederai: “Ho davvero bisogno di un coach o di un mentore professionista?”

È possibile avvalersi amici, parenti e famigliari invece che di coach e mentori professionisti? La mia risposta è no. La professione del coach richiede una formazione specifica che comprende anche studi riguardo al funzionamento della mente umana, oltre che un alto grado di maturità e competenza. È molto difficile, se non impossibile, che parenti, amici o familiari mettano da parte giudizi, condizionamenti, interessi personali, mantenendo uno sguardo oggettivo.

Un coach professionista non è né un amico né un confidente. Quando lavora con un cliente, il suo unico interesse è il cliente stesso e i suoi obiettivi; un coach professionista rispetta una deontologia e un codice etico che impongono l’imparzialità e l’assenza di coinvolgimento emotivo e per fare questo si avvale spesso della consulenza di colleghi senior per effettuare la supervisione periodica del proprio lavoro.

A questo punto, non ti resta che provare!

Mi auguro che questo articolo ti sia stato utile e, se vuoi farmi qualche domanda specifica, scrivila nei commenti.

Al tuo successo!

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