“Storicamente, le pandemie hanno costretto gli umani a rompere con il passato e immaginare di nuovo il loro mondo. Questo non è diverso. È un portale tra un mondo e l’altro.” – Arundhati Roy

I cambiamenti improvvisi occorsi a causa del Covid-19, hanno avuto per molti di noi la portata di un terremoto che ha scosso case, vite e professioni. Quasi nulla è rimasto uguale.

Le nostre routine quotidiane, la vita dei nostri figli, il nostro lavoro, le nostre relazioni sociali sono state capovolte.

Da un giorno all’altro abbiamo dovuto stravolgere le nostre vite, di settimana in settimana, di giorno in giorno, i nostri comportamenti si sono adattati alle nuove direttive che continuano a cambiare con l’evolvere della situazione.

Non c’è dubbio che si tratta di un grande riassetto e che ci troviamo di fronte alla sfida piuttosto grande di capire come vivere e come sopravvivere a questa “nuova normalità”.

Il cambiamento presenta spesso nuove opportunità di apprendimento ed anche nuove opportunità creare quel cambiamento che si sarebbe sempre voluto, ma per il quale non si era mai trovato il coraggio.

Il cambiamento forza a guardare indietro e a guardarci dentro per fare un bilancio di quello che è stato, di quello che avrebbe potuto essere se qualcosa non ci avesse trattenuto dal realizzarlo, di chi siamo, di cosa vogliamo, di cosa non vogliamo più e di cosa vogliamo invece.

Il cambiamento porta anche a prendere consapevolezza delle nostre paure, dei nostri pensieri limitanti, delle nostre zavorre e di quali sono le conseguenze se non le lasciamo andare.

E se questo bilancio è fatto per comprendere invece che per giudicare, per trovare le risorse invece che per dare o prendersi colpe, può rappresentare il primo passo verso una nuova vita professionale più consapevole.

Mentre credo che nessuno di noi abbia al momento la risposta alle domande che riguardano l’evoluzione del mondo, ognuno può fermarsi a riflettere per trovare le proprie di cercare chiarezza sulla direzione della nostra vita.

Avevi davvero la qualità della vita che volevi prima del COVID-19?

Il tuo lavoro funzionava davvero al 100%

Stavi davvero dando l’impatto che desideravi?

Cosa sarebbe successo se il Lockdown non ti avesse fermato?

Tra 20 o 30 anni avresti comunque detto di avere avuto un’esistenza piena di significato?

Qualunque sia la tua risposta a queste domande, ora hai la possibilità di fare un reset.

Posso affermarlo perché ci sono passata.

Il mio COVID-19 è stato nel 2008 quando il crollo di Lehman Brothers e dei mercati internazionali si è portato via da un giorno all’altro  le aziende della mia famiglia, di cui ero manager e consigliere di amministrazione.

Allora ero così immersa nella mia vita data quasi per scontata, che non ero pronta ed è stato uno tsunami totale non solo a livello lavorativo.

Ciononostante, sin dal primo momento sono stata consapevole del fatto che davanti a me avevo una scelta: stare immobile, fare la vittima oppure rimboccarmi la maniche e di ripartire da zero. Subito

Ho fatto il punto sui miei asset, sulle competenze che potevo giocarmi, su quelle da acquisire, mi sono chiarita su quello che non volevo più, su quello che volevo, e ho fatto il primo passo. Sicuramente non è stato facile ed all’inizio ho proceduto per approssimazioni successive, sempre con la consapevolezza di non essere mai ferma, di voler sperimentare e apprendere.

Queste stesse risorse, potenziate, mi hanno poi permesso nel 2016 lavorando, come come libera professionista, di spostare quasi tutto il mio business on line semplicemente decidendo di farlo (e di non farlo da sola per farlo più agevolmente e per essere sicura di non perdermi per strada).

Ecco sette passi che hanno aiutato me e i miei clienti a reinventarci nei momenti di transizione lavorativa

1 – Immagina più alternative

Quando non sai che cosa porterà il futuro, o quando il percorso che pensavi di intraprendere prende una svolta inaspettata, meglio crearti una serie di opzioni, piuttosto che limitarti a perseguirne una sola. Anche in tempi più felici, il cambiamento professionale non è mai un processo perfettamente lineare. È un viaggio necessariamente esplorativo, tortuoso e disordinato e, per farlo nel modo giusto, devi sperimentare, testare e una gamma di possibili scenari futuri nel tuo ambito professionale e di te futuri in quegli scenari.

Osserva il contesto, i comportamenti delle persone coi cui lavori, dei tuoi clienti attuali e potenziali (se lavori in proprio), del tuo settore, delle aziende che ti interssano (se hai un lavoro dipednente) esplorane il maggior numero possibile, con curiosità e senza giudicare  o giudicarti. Alcuni saranno concreti e con solide basi, altri saranno vaghi e sfocati, alcuni saranno realistici, altri sono pura fantasia. Immagina senza limiti né confini.

2 – Goditi il tempo sospeso.

Il segno distintivo del processo di cambiamento professionale è l’esperienza del tempo sospeso tra un passato che è scomparso o sta scomparendo e un futuro che è ancora incerto. Questa fase spesso difficile ed emotivamente provante è una parte necessaria del viaggio, perché consente di elaborare molte emozioni complesse e desideri contrastanti, che potrebbero diventare i tuoi sabotatori nascosti.

Se non hai già una direzione chiara, evita l’abbuffata di corsi di formazione, non finalizzati. Approfitta invece del tempo sospeso per ricostituire le riserve di energia, di attenzione e motivazione, per consolidare i ricordi, per rielaborare, per integrare gli apprendimenti per pianificare il futuro, ricreando la tua bussola interiore e riappropriarti di te stesso/a.

3 – Sperimenta

Il percorso più comune per ricrearti una professionalità è coltivare conoscenze, competenze, risorse e relazioni tenendo aperte diverse possibilità contemporaneamente, confrontando e confrontando i pro, e i contro di ciascuna, i vincoli d le opportunità (che consiglio di mettere nero su bianco in uno in uno schema “SWOT Analysis”). Questa attività è molto utile perché aiuta a risolvere non solo questioni pratiche sul “cosa”, sul “come”, ma anche a capire se quel tipo di attività è adatto a te, se quel tipo di vita ti piace, se hai già le competenze giuste o se hai bisogno di colmare delle lacune aquisendole oppure delegandole.

Se lavori in proprio, sperimenta lanciando piccoli progetti, con l’obiettivo di capire quale può essere la risposta del tuo mercato di riferimento.

4 – Intervista chi lo fa già

Un altro modo per capire se una certa carriera, attività, ramo di business, o settore fa per te, come muoverti nel settore, quali sono le dinamiche, i tratti distintivi, le competenze necessari e se vuoi affrontare tutto questo, è intervistare persone che sono già inserite nel campo e stanno ricoprendo quei ruoli.

Anche in questo caso, suggerisco di compilare una  SWOT Analysis”  per ogni scenario, confrontarle, ed annotare cosa hai scoperto.

5 – Fai networking

Il networking (di persona o in rete… e tipicamente su Linkedin) è sicuramente una delle attività più utili a cui dedicarsi quando si tratta di reinventarsi professionalmente e la regola d’oro è sempre quella di farlo con i legami deboli perché da un lato non sono condizionati dalla conoscenza pregressa e perché è più facile che ti diano informazioni che non hai già o consigli disinteressati e innovativi.

Laddove i legami deboli si rivelino non interessati o no intenzionati ad aiutarti, puoi sempre ricorrere all’alternativa di risvegliare i “legami dormienti”, riprendendo i rapporti con le persone con cui eri in contatto e che non senti da tempo.

Il mio consiglio è di crearti una mappa sistemica per ognuno dei tuoi legami, mettendo te al centro ed espandendo a raggiera.

6 – Parlane

Se il tempo sospeso è un tempo prezioso per resettarsi, quando è troppo prolungato diventa controproducente. L’altro rischio è l’introspezione solitaria, che se non associata alla sperimentazione attiva, è pericolosa, perché può portarci a rimanere bloccati nel regno dei sogni ad occhi aperti o delle paure e comunque dell’autoreferenzialità.

L’auto-riflessione, paradossalmente, è una pratica che si nutre meglio parlandone con altri. Il semplice atto di raccontare cosa vorresti fare, o perché vuoi un cambiamento, ti aiuta chiarire il tuo pensiero e a spingerti avanti. Dichiarando cosa farai, ti impegni pubblicamente a fare un cambiamento.

7 – Fatti aiutare

Quando tutto questo è difficile da attuare, o se vuoi rendere questo processo più veloce, più facile dal punto di vista emotivo e operativo, se non sai bene quali sono i passi da fare, il mio consiglio è di valutare l’aiuto di un professionista che possa guidarti, darti un punto di vista oggettivo e distaccato, spronarti quando ti blocchi (e succederà), supportarti e che crede in te.

Riparti adesso, ma non partire da solo!

 

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