Non so se l’ultimo DPCM sortirà gli effetti voluti dal punto di vista del contenimento del”emergenza sanitaria, ma una cosa è certa: ha decisamente aumentato il senso di incertezza, frustrazione, preoccupazione per il futuro.

Il cervello umano percepisce incertezza e ambiguità come minacce e cerca di protezione focale la concentrazione su qualsiasi cosa le certezze perdute, spiegare l’imponderabile, dare un senso agli eventi, e possibilmente predire il futuro (non se importa catastrofico, basta che sia certo).

Una delle strategie per fronteggiare avvenimenti stressanti e creare l’illusione di avere il controllo sulle circostanze è quella di preoccuparsi.

Il verbo è composto dal prefisso “pre” e da “occuparsi”: occuparsi prima. Secondo dizionario etimologico Zanichelli, significa: “occupare la mente con una opinione preconcetta”, quindi basata sul passato.

Alla prova dei fatti, la preoccupazione (specie se di protrae per un lungo periodo) non dà sicuramente maggiore controllo su eventi incontrollabili, al contrario, impedisce di vivere nel presente, indebolisce l’energia, peggiora la capacità di concentrazione, peggiora i risultati, aumenta lo stress. Lo stesso vale per il rifiuto e la resistenza, atteggiamenti che possono solo amplificare il senso di impotenza, paura, e portare alla paralisi.

Poichè, come affermava il matematico John Allen Paulos: “l’incertezza è l’unca certezza” e “sapere come convivere con l’insicurezza è l’unica sicurezza”, ti propongo cinque strategie per farlo.

Accetta lo stato di fatto. Impara a tollerare meglio, persino ad accettare, l’inevitabile incertezza della vita Accettazione non significa rassegnazione, ma prendere atto di una situazione, di come ci sentiamo all’interno di essa e cominciare a costruire da qui per riprenderci, imparare, evolvere o semplicemente sentirci meglio.

Rallenta i ritmi e prenditi cura di te. Aumenta i tempi di ricarica se ne hai bisogno. Prenderti cura di te non è un atto di egoismo o di irresponsabilità nei confronti del tuo lavoro, ma è il modo migliore per coltivare la risorsa più importante che hai a disposizione: TU. Quando quella risorsa è esaurita, il tuo bene più prezioso viene danneggiato e vengono meno i tuoi strumenti più efficaci. Elimina il superfluo e dedicati all’essenziale. Stai in osservazione.

Usa la logica. Contrasta la naturale tendenza a sovrastimare i rischi e le conseguenze negative. Metti in discussione i tuoi pensieri e le tue convinzioni che possono bloccarti e diventare profezie auto avveranti negative. Razionalizza, cerca prove e disconferme oggettive

Smetti di cercare qualcuno che ti salvi. Quando agiamo come se fossimo impotenti, rimaniamo intrappolati in narrazioni mentali che ci lasciano arrabbiati, impotenti e intrappolati. E rimaniamo immobili a sperare che altre persone (istituzioni esseri divini) ci salveranno. Invece bisogna smettere di lamentarci, smettere di concentrarci sul problema, concentrarci sui risultati che desideriamo e assumerci la respons-abilità (la “abilità di creare rispondere”) di realizzarle. Assumersi la responsabilità delle nostre vite, ci toglie dal vittimismo e ci ridona potere.

Agisci sulle cose che sono nel tuo controllo. Impara a distinguere cosa è nel tuo pieno controllo (e su cui puoi agire), cosa puoi solo influenzare con i tuoi comportamenti e cosa invece è totalmente al di fuori del tuo controllo e puoi solo accettare. QUI >>> Quando vedi qualcosa che deve essere migliorato, fa che il tuo prossimo passo sia riconoscere cosa puoi fare personalmente per essere parte della soluzione

Se questo articolo ti ha fornito degli strumenti utili, scrivimi QUI >> per farmi sapere come li stai applicando e se vuoi un consiglio in più!

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