Se ti dico la parola “fallimento” cosa ti viene in mente? Immagino che la assocerai ad aggettivi negativi, a sensazioni di disagio e a qualcosa che vorresti evitare a tutti i costi. In effetti, la società in cui viviamo, i retaggi scolastici e familiari ci hanno abituati a questo.

La verità è che qualunque cosa tu voglia realizzare, in qualunque impresa ti voglia cimentare, ci sono buone probabilità che prima o poi si incontrerai un insuccesso, e la tua reazione a questo insuccesso sarà determinante.

Quale sarà?

Davanti ad un insuccesso, solitamente ci denigriamo, ci lamentiamo dei nostri errori, o magari incolpiamo gli altri, le circostanze, la sfortuna, ci demotiveremo fino a volere lasciare perdere, tenderemo ad adottare comportamenti evitanti per non provare più quella sensazione spiacevole.

Ma quante volte pensiamo ai fallimenti come opportunità di apprendimento, come tappa necessaria nel viaggio verso la realizzazione dei nostri obiettivi?

Le persone di successo lo fanno sempre: agiscono, falliscono spesso, imparano, correggono, ripartono rafforzati. Utilizzano il fallimento per rafforzare se stessi e le proprie capacità. In questo modo, il fallimento diventa evolutivo.

Quando si parla di fallire, mi viene sempre in mente la celebre risposta di Thomas Edison ad un giornalista che gli chiese come si sentiva per avere fallito 1999 volte prima di  avere realizzato una lampadina correttamente funzionante: “Si sbaglia – disse – io non ho fallito. Ho scoperto 1999 procedure da evitare per realizzare una lampadina”.   Ecco alcuni motivi per il fallimento un potente alleato per il successo.

1 – Impari a prenderti dei rischi. I rischi fanno parte del gioco. Non c’è imprenditore che non si abbia rischiato per portare la propria attività dove è ora. Assumersi rischi, tuttavia, non significa farlo alla cieca, ma in maniera calcolata, valutando in anticipo gli scenari che potrebbero presentarsi.

2 –  Impari sviluppare la tua capacità di problem solving. I fallimenti ti danno l’opportunità di scoprire modi alternativi di conseguire i tuoi obiettivi. Con una meta chiara e definita, il percorso può cambiare e i fallimenti ti servono proprio per dirti che hai seguito la strada sbagliata e che la tua strategia aveva bisogno di aggiustamenti.

3 – Impari dall’esperienza e ampli la tua prospettiva. Imparare dai fallimenti è probabilmente il modo migliore per ampliare la tua prospettiva. Impariamo a vedere le cose da una prospettiva diversa, positiva e migliore. Fare errori non è negativo, lo è invece ripetere gli stessi errori. E se hai imparato a considerare i fallimenti come opportunità, non ripeterai mai i tuoi errori.

4 – Impari a conoscerti. Non saprai mai di cosa sei veramente capace finché non fallisci. Quando non riuscirai a raggiungere i tuoi obiettivi, avrai solo due scelte: lasciar perdere (e questo è il vero fallimento) oppure impegnarti al massimo per ottenere ciò che desideri. I tuoi tentativi falliti ti aiutano a individuare i tuoi errori. Devi solo adottare l’approccio giusto per sfruttare al massimo i tuoi insuccessi, osservare i tuoi errori senza giudicarli e giudicarti e fare del tuo meglio per evitarli in futuro.

5 – Impari a non avere la sensazione di disagio legata al fallimento. Quando l’eventualità di insuccesso è calcolato e l’approccio è positivo, curioso, cambia anche la sensazione che di prova nel momento in cui le cose non vanno come sperato. Quindi non si ha più bisogno di proteggersi procrastinando, nascondendosi dietro il perfezionismo o altri comportamenti evitanti.

La storia è piena di storie straordinarie di persone di successo che hanno fallito più volte, e non si sono mai arrese. Non lasciarti mai abbattere dai tuoi fallimenti, usali come chiavi del successo. Devi solo imparare a recuperare rapidamente dai tuoi errori e riprovare: un fallimento è sempre un passo avanti. Stare fermi per paura di sbagliare è il vero fallimento.

Mi auguro che ora sarai d’accordo con me che i fallimenti sono parte integrante del successo.

La prossima volta che fallirai, cogli l’occasione per imparare e crescere.

E tu, come approcci l’idea di un possibile fallimento?

 

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